Oggi i politici guardano la società con gli occhi del partito.

Noi vogliamo politici che la guardino con gli occhi del cittadino.

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martedì 27 gennaio 2009

VILLAGGIO SOLIDALE

Il progetto consisteva di un villaggio fatto di basse costruzioni (2 piani), con un parco centrale, aule per doposcuola e attività ricreative, una serra, una sala musica, un teatro auditorium, un refettorio self-service, un bar, un custode, e personale pronto ad intervenire per ogni minima esigenza.

14 appartamenti monofamigliari (ciascuno da 77 mq). 90 posti letto da assegnare a cittadini extracomunitari in condizioni di particolare disagio (ROM).

I nostri amministratori, noti per una conpiaciuta solidarietà, non hanno trovato miglior locazione se non quella di un’area adiacente all’impianto di compostaggio (ormai noto per le frequenti emanazioni di odori nauseabondi), e tra l’altro destinata per convenzione a piantumazione di alberi ad alto fusto per mitigazione ambientale.

Il vero promotore politico di questa iniziativa, fu il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che dopo i molti falliti tentativi di trovare qualche comune disposto a realizzare il progetto, trovò un militante del suo partito (il nostro sindaco) che, rispettoso delle gerarchie, prontamente ubbidì (prima il partito, poi il resto).

La reazione della città fu violenta. Nacque il comitato PER LA TUTELA DEL CITTADINO (Rocco Pandiscia) ed il consigliere Zocchi Franco uscì per protesta dalla maggioranza. Entrambi lottarono contro tale progetto e dopo 2 anni di assemblee, incontri pubblici e consigli aperti, riuscirono a convincere la Regione a indirizzare altrove il finanziamento (circa 2 milioni di euro).

I promotori hanno fatto ricorso al Consiglio Di Stato che ha intimato alla Regione di rifinanziare il progetto.

Questa Amministrazione, non ha il coraggio di dirlo apertamente a pochi mesi dalle elezioni, ma vuole sicuramente realizzare il Villaggio, e se malauguratamente vincesse, lo farà.

Franco Zocchi

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